22_06_2012 | IL BILANCIO, IL SINDACO E I SASSOLINI NELLE SCARPE: “USCIRE DALLA LOGICA DEGLI INTERESSI PRIVATI”

Venerdì, 22 Giugno 2012

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IL BILANCIO, IL SINDACO E I SASSOLINI NELLE SCARPE: “USCIRE DALLA LOGICA DEGLI INTERESSI PRIVATI”


A bilancio approvato. “In tutta questa storia – dice il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi – non si è tenuto nella giusta considerazione, tranne in alcuni casi, il dato di partenza: i 23 milioni di tagli da cui è partita la costruzione del bilancio. Magari con l'intento di strizzare l’occhio a questa o a quella componente sociale”.


Obiettivo del sindaco sono i banchi dell’opposizione. “C’è chi si preoccupa solo dei nidi privati o chi invece si preoccupa di più di posti pubblici che di posti nido. Oppure chi attacca per un’imu troppo alta e fa parte dello stesso partito che a 5 chilometri da qui mette l’imu sulla prima casa al 0,6 per cento e l’aliquota del 1,06 su tutto il resto. Oppure ancora chi è convinto che la soluzione di tutti i problemi sia nell’accantonamento del Trc. Un ping pong tra chi chiede meno tasse, senza dire però come tagliare i servizi e chi chiede più spesa, senza però dire come reperire le risorse”. Messe in fila una dietro l’altra tutte le pietre dello scandalo.


“Secondo me abbiamo perso un’occasione per dare una spinta alla centralità che possono avere le comunità locali nell’uscita dalla crisi. I Comuni che fino a pochi anni fa erano il primo elemento di coesione oggi rischiano di essere insufficienti per quanto riguarda il sostegno ai più bisognosi e addirittura nocivi per le piccole e medie aziende visto che per il patto (stupido) (di stabilità, ndr) non sono in grado di pagare. Questo è il fatto che più ci deve far preoccupare della fase in cui ci troviamo adesso e non tanto, o non solo, se questo o quel centro d’interesse è tutelato dal bilancio 2012”.


La crisi fa tremare i polsi. “Mi domando quanto ancora potrà durare in questa condizione? Solo a pensare che il 2013 possa essere come il 2012 a me fa tremare i polsi. Per quanto ancora potremo “stressare” il tessuto economico e sociale con poca ricaduta locale come si sta facendo in questo periodo?”.


Giovedì in Consiglio un “dibattito al più uno sulla spesa e al meno uno sulla tassazione che fatalmente convergono tutti nella battaglia agli sprechi”, “nessun contributo serio, utile, durevole per costruire la Rimini di domani. Una Rimini che si deve interrogare anche sul ruolo, le funzioni, la presenza che deve avere la stessa amministrazione comunale”. Liquidate le decine di emendamenti a cui l’opposizione con i mezzi disponibili ha lavorato.


“L’impressione che ho è che, non ci sia solo da ripensare il modello dello sviluppo economico, ma ci sia un grosso lavoro da fare anche su quelli che sono gli strumenti di intervento della pubblica amministrazione nel complessivo delle sue funzioni. Un lavoro che passa anche attraverso la riqualificazione della spesa verso un miglior rapporto tra costi e qualità e quantità di servizi e prestazioni. Così come sarà importante ridefinire i criteri di accesso a servizi e prestazioni secondo il principio di appropriatezza della spesa”. Non riduzione, dunque, ma riqualificazione e appropriatezza della spesa.


“Con questo bilancio vogliamo iniziare a muoverci lungo questo percorso. La giunta che lo propone, il Consiglio che lo discute e approva, portano con loro importanti responsabilità che sono assolvibili solo, a mio parere, se usciamo dalla logica consumata dei portatori di interessi”.